Qualcosa che brilla – Michela Marzano
Otto storie, otto sintomi, un’unica richiesta: essere ascoltati. In Qualcosa che brilla, Michela Marzano dà voce a ragazze e ragazzi che vivono l’adolescenza come territorio fragile, spesso inascoltato, dove il dolore prende forma nel corpo, nei gesti, nei silenzi. C’è chi si chiude in casa, chi si ferisce, chi vomita, chi ruba: non per ribellione, ma per cercare un modo di esistere, di farsi vedere, di sopravvivere.
Il romanzo si costruisce come un mosaico di voci, ciascuna con la propria ferita e il proprio linguaggio. A fare da contrappunto, la figura di uno psichiatra che sceglie di mettersi in gioco, di ascoltare senza giudicare, di restare presente anche quando non ha risposte. È un adulto che non pretende di “aggiustare”, ma che accetta di stare accanto, di sostenere, di riconoscere.
Marzano non offre diagnosi né soluzioni. La sua scrittura è rispettosa, intensa, capace di restituire dignità a ciò che spesso viene etichettato come “disturbo” o “devianza”. I sintomi diventano segni, tracce di una domanda più profonda: “Mi vedi? Mi ascolti? Posso esistere anche così?”
L’adolescenza, in questo libro, non è solo una fase della vita, ma un luogo di verità. È il tempo in cui si cerca un senso, si mette in discussione il mondo, si chiede spazio per essere. Qualcosa che brilla ci invita a guardare oltre le apparenze, a sospendere il giudizio, a riconoscere che dietro ogni gesto c’è una storia, e dietro ogni storia c’è una persona che merita ascolto.
È una lettura che tocca chiunque abbia a cuore il mondo interiore degli adolescenti: genitori, insegnanti, educatori, ma anche chi è stato adolescente e porta ancora dentro di sé quella domanda di senso. Un libro che non consola, ma accompagna. Che non spiega, ma accoglie. E che ci ricorda che, anche nei momenti più bui, qualcosa può ancora brillare.